D.Lgs. 231 del 2001: che cos’è e quali sanzioni prevede in caso di violazione dello stesso

Il Decreto Legislativo 231/01, che disciplina le responsabilità amministrative degli enti, si integra nel progetto internazione di compliance, un’insieme di leggi e normative interne ed esterne (regolamenti, istruzioni, procedure…) volte a regolare le attività aziendali, per prevenire il rischio di errate condotte.

Le norme di conformità sono in totale tre:

  • il D.Lgs. 231/01 “Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche”;
  • il D.Lgs. 196/03 “Codice in materia di protezione dei dati personali”
  • il D.Lgs. 626/94 “Sicurezza sul lavoro”;

In questo articolo approfondiremo meglio il primo punto, facendo chiarezza riguardo le aziende interessate e le sanzioni previste, in caso di violazione dello stesso.

Cos’è

Il D.Lgs.231 è la legge che rende responsabile l’azienda stessa di determinati reati, indicati nella norma, compiuti da uno o più dipendenti della società in questione.

Principalmente si riferisce a casi di corruzione, ricettazione, concussione, reati societari (come per esempio il falso in bilancio), frode ai danni dello Stato, gravi lesioni o omicidio colposo riconducibili a violazioni delle norme antinfortunistiche, terrorismo, abuso di mercato, schiavitù, mutilazione degli organi genitali. Probabilmente, nel futuro prossimo, si aggiungeranno alla lista i reati ambientali e la corruzione privata.

Ciò nonostante, lo stesso art. 6 del D.Lgs231/01 prevede che l’Ente possa eludere le responsabilità di cui all’art. 5, ove dimostri:

  • di aver messo in atto modelli di gestione ed organizzazione idonei a prevenire questa tipologia di reati, prima della commissione dello stesso;
  • aver incaricato un organismo di controllo interno per vigilare sull’efficacia ed osservanza del predetto modello.

Quali sanzioni si applicano

Il D.Lgs.231 prevede, in presenza di uno dei suddetti reati, l’applicazione a carico dell’Ente di: una sanzione massima di 1.549.370,00  Euro nonché sanzioni in direttive (quali l’interdizione dall’esercizio del’attività, il divieto di operare con Pubblica Amministrazione tramite appalti, il divieto di pubblicizzare i proprio beni o servizi), la revoca di contributi o finanziamenti, la confisca di beni, la pubblicazione della sentenza ed il commissariamento dell’azienda.

La pubblicazione della sentenza e la sanzione pecuniaria vengono sempre applicate in caso di condanna, mentre le sanzioni indirettive sono disposte dal giudice nei casi previsti dalla legge. Le seconde possono essere applicate sin dalla fase d’indagine, ciò lo si fa come misura cautelare.